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giovedì 3 novembre 2016

HIRONDELLE (Serie: L'aquila e la colomba - Vol. 1) di Delia Bluetales


TITOLO ORIGINALE:
HIRONDELLE

Serie:
L'aquila e la colomba (Vol. I)

Autrice:
Delia Bluetales

Self Publishing

Victor, giovane nobile del primo Vittorianesimo, nasconde molti segreti. Infatuato della misteriosa Lady Dorothea, promette di prendersi cura del capriccioso e impossibile figlio di lei, Damien, dotato di uno spiccato talento per cacciarsi nei guai. Fra intrighi, elfi, streghe, vampiri, viaggi per mare e circostanze avverse, mantenere la promessa si rivelerà più arduo del previsto.
Intanto, a Londra…
L’intraprendente e caparbia Delia, sedicenne dal passato sconosciuto, ambisce a fuggire da una vita misera e squallida, che le va sempre più stretta.
Tra amici improbabili e pericolosi alleati, la strada sarà irta di ostacoli e il prezzo da pagare, forse, troppo alto…


Inghilterra, prima metà del diciannovesimo secolo, é questo il periodo in cui è ambientato Hirondelle, primo volume della trilogia fantasy “L'aquila e la colomba”, edizione in Self Publishing, di Delia BlueTales. Devo ammettere che la definizione di “fantasy” per questo romanzo appare quantomeno  riduttiva, anche se ci troviamo di fronte a una storia molto articolata e surreale, i cui protagonisti sono senza dubbio personaggi fantasy. Maghi e streghe, elfi e demoni, vampiri e ombre, umani e mutaforma, danno vita ad un complesso intreccio di dolori e passioni che si snodano attraverso le 670, e oltre, pagine del libro. Inoltre, le vicende storiche che fanno da cornice al racconto, sono così ben ricostruite da rendere oggettiva l’affermazione che si tratta anche di un romanzo storico.

Victor e Finn sono belli, nobili  e speciali. Dal ramo femminile della propria famiglia, hanno ereditato i poteri che li rendono diversi dai loro coetanei. Pur provenendo da due differenti casati, entrambi sono giovani stregoni che provano, con l'esperienza sul campo e con lo studio ad approfondire quello che ai loro occhi appare come un dono. La madre di Finn è una mutaforma che ha sempre aborrito, e fatto di tutto, per rinnegare il proprio lato animalesco, mentre quella di Victor è una strega che che ha scelto la normalità per amore del marito e dei tre figli. Victor ha una sorellina, Lottie, che come lui ha ereditato i poteri della mamma; il fratello, Lionel, invece non mostra di avere nessun dono "speciale" se non quello di essere particolarmente antipatico e attaccabrighe.

Da sua madre, una fiera e misteriosa bellezza greca, non aveva ereditato soltanto i capelli corvini e i tempestosi occhi grigi: le sue abilità particolari (che suo padre amava definire, tra le altre cose, ‘innaturali’, ‘una disgrazia per il  nostro casato’) si erano manifestate in lui fin dalla più tenera infanzia. Eventi inconsueti capitavano quando Victor si trovava nei paraggi: i giocattoli di suo fratello Lionel sparivano per ricomparire nella sua camera, oggetti si rompevano, vassoi carichi di stoviglie volavano e, una volta, un pesantissimo quanto odiato tomo di matematica era atterrato sul cranio tondo e calvo di un noioso precettore.

Lady Dorothea è una amica della madre di Victor e nasconde un segreto che sarà il filo portante di tutto il romanzo. Usando le sue arti di secolare ammaliatrice ed il fascino misterioso di una donna non comune, seduce l'adolescente Victor allo scopo di legarlo a sè e usarlo per i propri interessi. Il suo scopo principale è quello di costringere Victor a prendere sotto la sua ala protettrice il piccolo Damian, che cerca di spacciare come figlio illegittimo del Conte di Ederton, il padre di Victor, che nel frattempo è morto e non può smentirne la paternità.
In realtà Lady Dorothea non è altri che la potente Lothiel Andùviel, Regina dell’altro Popolo e Damian che è un mezzosangue, non può seguirla nel mondo lontano in cui gli elfi stanno per trasferirsi per sfuggire alla contaminazione delle ombre. Victor si trova costretto ad accettare l'onere di doversi occupare di Damien, ma la questione non si rivela per niente facile. Il ragazzino è parecchio vivace e ha sviluppato una  particolare attitudine a ficcarsi nei guai. Nel momento in cui gli elfi attraversano il portale per il loro nuovo mondo,   Damian scompare. Victor è costretto a soccorrere Finn che si è ferito ad una gamba e così facendo perde le tracce del ragazzino; è da questo punto che la trama si intreccia con le vite degli altri protagonisti del romanzo e prosegue sviluppando in contemporanea tre diverse storie che solo alla fine si fonderanno per dare un senso a tutto quanto rimane, per tutto il libro, abilmente celato agli occhi del lettore.

Victor aveva trattenuto un grido quando si era accorto che la sua capigliatura cambiava colore, dall’oro pallido al rosso a una ricca e sconcertante tonalità azzurrina. I capelli le ricadevano lisci lungo la schiena e, man mano che li districava, fiori freschi si spargevano sul pavimento. Dorothea si era voltata nella sua direzione e l’aveva guardato. A un suo gesto, era stato Victor a vederla finalmente per la prima volta.

La storia di Victor è forse la più scontata. Per due terzi del racconto lo troviamo alle prese con il difficile compito di diventare uomo: gli studi, il rimpianto per la perdita di Dorothea, il rimorso per non riuscire a rintracciare Damien, l'amore carnale per la strega Myranda, che lo tiene per lungo tempo legato al suo giogo. E' solo dopo la metà del romanzo che Victor riesce a conquistare veramente il cuore del lettore: sarà l'incontro con l'amore vero, sarà la consapevolezza di quello che veramente si cela dentro di lui, sarà la sofferenza, sarà l'idealismo che lo aiuta a riprendersi dal dolore e a scendere a patti con gli errori commessi, ma finalmente riusciamo a vederlo come un personaggio vivo, che muove da sè il filo della propria vita, anche se, come per tutti gli altri protagonisti di questo romanzo, il suo cammino è già stato tracciato.

Non era Victor. Non era più lui, non aveva più un corpo. Non serviva neanche definirsi in termini di negazione, perché non c’era più neanche quella. Vide un’aquila, e l’aquila era lui. Era il suo spirito-guida, gli faceva cenno con l’ala di seguirlo e lo accompagnava nel volo. Era lui a volare e allo stesso tempo lo guardava. Si guardava. Seppe che non sarebbe più stato solo, mai più



Damien è l'Hirondelle, la rondinella, il personaggio migliore del libro, ed è lui quello che vive le avventure più intense e toccanti.
Orfano e ramingo: ultimo tra gli ultimi in una città come Parigi all’epoca della seconda rivoluzione, il suo cammino è infarcito di stenti, abusi e sofferenza. Lesto con le mani: si guadagna da vivere sgraffignando qua e là, anche se ha la fortuna di avere un padrone non troppo crudele che a modo suo si prende cura dei suoi ragazzi. Bello come un cherubino: gli sarà fatale l'incontro con Philippe, giovane tenutario di un bordello parigino. La storia m/m tra Damien e Philippe è tragica ed allo stesso tempo dolce e passionale, a tratti violenta e coinvolge emotivamente. L'evoluzione di Damien è lenta ma continua, il suo personaggio ti entra nel cuore e ci mette le radici: impossibile non amarlo e non soffrire per lui.


Philippe non guardava il paesaggio. Gli prese il viso tra le mani e le sue labbra furono sulle sue, asciutte e decise. Lo accarezzavano piano, senza fretta. Gli depose una scia di baci sulle guance, sul mento, sulle tempie, prima di tornare alle labbra. Gliele fece aprire, stuzzicandolo con torturante lentezza. Damien sentì la lingua nella sua bocca farsi più esigente, affamata, e si trovò a ricambiare, tremante e stretto a lui. Era il paradiso, non aspettava altro.... ah, se Philippe avesse saputo quello che gli stava facendo! Non gli sembrava proprio di fare un favore a lui, anzi… ricambiò il suo abbraccio e sentì il corpo dell’altro farsi rigido e teso contro il proprio. Era forte, lo circondava, se lo premeva addosso. Lo sentiva dappertutto, era troppo e non era ancora abbastanza. Damien gli cinse il collo con le braccia e si sollevò sulle punte, intrecciando una gamba al suo fianco. Avrebbe voluto che continuasse per sempre...

Delia è il terzo elemento fondamentale della storia, eppure la sua vita appare per lunghi tratti secondaria. Orfana di madre, con un padre che vegeta in un mondo tutto suo, vive con una zia  gretta e crudele e il suo destino sembra quello di rimanere per sempre una gregaria. Dal lavoro di sguattera in una locanda ha ricavato soltanto una cosa bella: l'amicizia con Eleanor. Anche Eleanor è una strega ma preferirebbe di gran lunga non esserlo, al contrario di Delia che invece non ha nessun potere e sogna una vita diversa e avventurosa. E sogna persone strane, persone che non conosce ma con le quali sente di avere un legame.


… vide un uomo alto e prestante, molto più attraente e pulito del corteggiatore di Eleanor. Aveva capelli d’inchiostro nero venati di riflessi bluastri. Un ragazzo dell’età di Delia gli era vicino e rideva, e quel suono di pura felicità si trasmise fino a lei. Era così bello da fermare il cuore, e lei si chiese fugacemente come avesse mai potuto considerare Eleanor attraente. I due giovani erano adagiati su un autentico divano, qualcosa di cui Delia ricordava il nome ma non la consistenza, e si abbracciavano in una posa affettuosa, inconsueta per due uomini, per quanto fossero intimi. Il più grande scompigliava i capelli dell’altro, che si appoggiava alla sua spalla… Nella logica lucida e irreale dei sogni, che non lasciava traccia al risveglio, seppe che il ragazzo aveva visto le stesse Ombre che avevano fatto impazzire suo padre. Gli occhi malinconici di lui, splendidi e del colore della lavanda al crepuscolo, si fissarono per un istante su di lei. Delia sentì di essere legata a loro. Quei due sconosciuti erano il suo futuro, qualcosa che le apparteneva e di cui desiderò disperatamente essere parte.

Rapita per errore da Myranda, dopo varie vicissitudini Delia finisce col diventare la dama di compagnia di Lottie, la sorella di Victor, e si innamora perdutamente del giovane. Victor non la ricambia e Delia vive per lunghi anni nell'ombra, fino al giorno in cui il suo destino riemerge dal passato per portarla a percorrere sentieri pericolosi. Un destino scritto da altri, che allo stesso modo, hanno pianificato la vita di Victor, di Lottie e di Damian. Il finale non è per nulla scontato e comunque rimane aperto, visto che si tratta del primo libro di una trilogia.


«Nella mia vita ho già troppo visto, troppo sentito, troppo amato
Ho cercato, da vivo, le calme sponde del Lete
Luoghi incantati, siate per me le coste dell’oblio
L’oblio soltanto, ormai, mi rende felice.»


Dalla fanfiction, su di una nota piattaforma dedicata, al romanzo vero e proprio, un bel salto di qualità per questa autrice. che ha messo su carta una storia ben strutturata e dei personaggi interessanti e ben caratterizzati. I dialoghi sono piacevoli, la prosa scorrevole e la ricostruzione storica molto accurata. Belle anche le descrizioni del viaggio in India di Victor, con tutti gli annessi relativi alla geografia e alla cultura di questo Paese. Se devo trovare un punto debole, questo riguarda la crescita di Victor e Finn. Troppi passaggi che riguardano la loro vita scolastica e familiare, sembrano non aggiungere nulla di rilevante allo svolgimento della trama e quindi rischiano di diventare pesanti. Naturalmente, si tratta solo della mia personale percezione e non è escluso che determinati fatti non acquisiscano importanza in futuro, negli altri capitoli della serie. Tutto sommato si tratta di una lettura piacevole, consigliata a chi ama le saghe fantasy senza disdegnare un pizzico di erotismo.


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