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lunedì 24 settembre 2018

NON C'E' NIENTE CHE FA MALE COSI' di Amabile Giusti

Caterina ha diciassette anni ed è una ragazza solitaria e scontrosa. I compagni di scuola la osservano con sospetto e ha un pessimo rapporto anche coi suoi genitori.
Marco ha trentasei anni ed è un uomo deluso dalla vita che annega le sue frustrazioni private in decine di relazioni inutili e senza storia. Un giorno si incontrano in una libreria, apparentemente per caso, ed entrambi si rendono subito conto che fra loro c’è qualcosa di profondo: un’affinità, un’amicizia, un'attrazione o qualcosa di più?

La storia di un legame proibito, diviso tra presente e passato. Ma anche la storia di un amore vero: un amore inatteso, odioso e sublime, carnale e purissimo.

Come notate negli avvertimenti, forse questo potrà non sembrare un romanzo per tutti, mettere da parte i pregiudizi potrà sembrare difficile, eppure eccomi qui, di fronte a qualcosa a cui è impossibile rimanere indifferenti.

Chi, nel pieno dell'adolescenza, non si è sentito come se avesse il mondo in mano, al di sopra di tutto e tutti?
Voi?
Sicuramente non Caterina.

A diciassette anni la propria vita non dovrebbe essere un continuo condizionale, un dovrei, un potrei; dovrebbe essere un continuo indicativo: posso, devo, ce la faccio.
Non è così per la protagonista di quest'opera, la cui vita è stata segnata per sempre e insieme alla sua, quella della sua famiglia.
Alcuni avvenimenti sono destinati a influire sugli atteggiamenti futuri delle persone che hanno sfiorato.
La famiglia la tratta come se fosse una creatura aliena, qualcosa con cui non sa come rapportarsi, se non con parole ferme e sguardi severi, da quando il corpo di una bambina si è trasformato in quello di una donna procace, anche se la mentalità resta quella di una ragazzina.

La scuola, poi, non è tanto diversa dalla prigione che ogni adolescente sembra vedere in essa, per lei ha anche un'aggravante: non importa quanto tenti di farsi piccola, invisibile, pare ugualmente che sul suo capo ricadano delle colpe che non ha.

Era una bellezza pericolosa,
 che non condivideva, 
che disprezzava, 
che le faceva paura, 
più adatta a una donna che ha visto cose e posti 
e non ha più nulla di cui stupirsi, 
che a una ragazza così giovane.


Niente di tutto ciò, però, l'ha fatta desistere dal seguire il suo cuore, tanto che non si è nemmeno posta il problema di dover scegliere tra cuore e testa.
Ha scelto lui, il cuore, per entrambi.
Per Caterina.
Per Marco.







Eppure, quel bacio goffo era stato l’esperienza più sensuale di tutta la sua vita. 
Si erano baciati per diciassette minuti,
 lo sapeva perché prima di baciarla l’orologio digitale della macchina segnava le diciotto e undici e dopo erano le diciotto e ventotto.

Mai Marco avrebbe pensato che una libreria, l'occasione di un regalo di Natale, potesse rappresentare il famoso galeotto fu...
Gli è bastata un'occhiata a quella ragazza per rimanerne affascinato, una seconda per rimanere fregato.
Perché è così che è andata: dopo il famoso acquisto l'uomo ha cercato ogni pretesto, pure con se stesso, per ritornare in quel luogo, per rivedere il suo viso, per risentire la quiete dentro di sè che a lungo era stata soffocata come un mare in tempesta.
Non c'è stato verso di rivederla, quella ragazza sembrava scomparsa nel nulla e lui, purtroppo, di lei sapeva pressoché zero per poterla trovare.
Quando ormai stava per desistere, eccola riapparire come una luce nel buio. Questa è la famosa volta in cui il termine "fregato" calza a pennello a una persona.
E da qui al volerla conoscere meglio il passo è stato ancora più breve.

Sono state, le loro, due anime che si sono incontrate nuovamente dopo molte ricerche, l'occasione di una vita. Non importa la differenza di età fra i due, i trascorsi, le vicissitudini che hanno portato Caterina a crescere velocemente, a farsi carico di problemi che molti nemmeno immaginano, per non parlare poi di Marco e delle sue sofferenze, cicatrici che lo hanno segnato in una maniera incancellabile.

La vita è stata difficile per loro, inutile negare l'evidenza, eppure Amabile Giusti con questo romanzo ci mostra uno spicchio di vita con ogni sua sfaccettatura, il dolore dei personaggi come qualcosa di talmente concreto che anche il cuore più gelido non può che incrinarsi un po'. L'ambientazione e l'amore per i dettagli sono ormai parte integrante delle opere di questa scrittrice, qualcosa che fa credere al lettore di essere proprio lì, in quell'attimo, vicino a quei personaggi, alla loro storia, partecipe dei loro dolori e delle loro vittorie.
Non c'è niente che fa male così non è un titolo messo lì per caso, è la frase che racchiude la storia  di Marco e Caterina. Una storia fatta di dolore e lacrime, ma anche di speranza e amore, destinata a incrociarsi in modi che mai avrebbero creduto possibili.




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