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giovedì 11 giugno 2015

Peccato e Seduzione di Allison Cassatta

Dorian Grant è il re della malavita di New Orleans, ma non è un mafioso e non gli piace essere considerato tale. È semplicemente uno spietato uomo d’affari che chiunque con un po’ di cervello ci penserebbe due volte prima di tentare di fregare. La vita a New Orleans si fonda tutta sul peccato e il violento e irascibile Dorian i peccati li ha commessi tutti.
Ma non tutti i peccati a New Orleans lasciano l’amaro in bocca: una notte Dorian scopre un uomo, dal nome d’arte di Sweet Heat, che entra nella sua vita ballando in un locale chiamato Peccato e Seduzione. Dorian si aspetta un incontro piccante. Sicuramente non sta cercando una relazione, e di certo non con qualcuno come Jansen, che mette sottosopra il cupo mondo organizzato di Dorian.

Ora Dorian si trova a fare pressione su Jansen perché questi lasci il suo lavoro, dal momento che non riesce a sopportare il pensiero che altri uomini tocchino ciò che è suo. Ovvio, Jansen vuole un compromesso – dopotutto, anche il lavoro di Dorian è pericoloso. Ma il ballerino si renderà conto di quanto lo sia davvero solo quando sarà troppo tardi.


Obiettivamente si tratta di un libro scorrevole e ben scritto, ma secondo me non basta a renderlo una lettura avvincente. 

Il personaggio di Dorian è un cattivo, non un bad boy, un vero malavitoso che ammazza la gente, si fa di cocaina, beve come una spugna e scopa a più non posso. Jansen invece è uno zerbino, a me non vengono altri termini per descriverlo. Dorian lo tratta come una puttana, gli fa anche fisicamente del male, ma lui se ne innamora e, nonostante vari tira e molla, decide di dividere la sua vita con lui.

Intrecciarono le mani, le dita serrate come suture vive che tenevano   insieme la stoffa delle loro vite. Se solo fosse stato così facile. Se solo il semplice gesto di tenersi per mano avesse avuto davvero il potere di fortificare una relazione e di renderla indistruttibile.

Mi spiace dare giudizi negativi, ma a me questa storia non è piaciuta. Oltre alla ripetitività dei discorsi dove Jansen ha paura di Dorian, della sua ira, della sua violenza, lo lascia brevemente per poi tornare sui suoi passi, anche la “redenzione” di Dorian non è molto credibile. Scopre l’amore, decide di lasciarsi andare, avere una vera relazione, ma resta il fatto che ammazza la gente e, alla fin fine, anche la coscienza di Jansen se ne fa una ragione. 

Nel profondo della sua mente aveva accettato che lui e Dorian probabilmente non sarebbero mai rimasti insieme. Aveva accettato che Dorian avrebbe potuto non amarlo mai e, ancora di più, la parte di sé meno egoista sperava e pregava che Dorian trovasse qualcuno che lo amasse e accettasse per quello che era, che sopportasse tutte le sue stronzate.Sembrava che Jansen non fosse quello giusto e riconoscerlo – accettarlo davvero – ruppe un pezzettino della sua anima.

Non so, forse mi aspettavo che il ballerino dal cuore gentile potesse davvero ravvedere il cattivo dal cuore di pietra, ma a parte farlo innamorare non riesce certo a cambiare il suo stile di vita. Non so il resto delle persone, ma io leggo per evadere dalla realtà, nei romance m/m poi spero di trovare, oltre all’happy end, anche la speranza del futuro, del trovare il buono che c’è in noi. 

Probabilmente sono io a vivere nel mio mondo di frutta candita e a desiderare di trovare sempre il buono in tutti i personaggi di cui leggo, ma è proprio contro la mia natura essere dalla parte del cattivo, che si penta o meno dei suoi misfatti.
Insomma, un libro piatto e ripetitivo a mio avviso, anche se la scrittrice ha un’ottima prosa ed è riuscita a creare molto bene l’ambiente della malavita di New Orleans. 






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